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L’ATTESA

30 Giugno 2007 1 commento


Le lenzuola sapevano di sole
Il tramonto giocava con le ombre nella camera
La seta bianca accarezzava il tuo corpo disteso
La voce roca di Michel Buble sussurrava un vecchio pezzo di Cohen
Attesa finita
Le unghie viola distese a toccare la parete
Il tuo volto affondato tra le mie cosce
La lingua a bere avida la miscellanea di umori?
Non ho contato i giorni
Non ho registrato il susseguirsi lento delle ore
Ho vissuto come in apnea. Sospesa.
Non ho nemmeno cercato le parole per dirlo
Non ce n?era bisogno. Sapevi. Sapevo.
Ora. Il sangue canta nelle vene di entrambi. Di nuovo.
Tempo da vivere. Spazio da degustare.
La notte sorella antica ci attende.
Andiamo.
Prima che ricominci l?attesa!

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L’ATTESA

13 Novembre 2006 3 commenti


L?attesa.
Poche ore di fatto.
Lancette che girano.
Ingranaggi che ticchettando, segnano un fluire.

Un po? leopardiana lo sono sempre stata. Sempre che, il buon Giocomo mi perdoni per la scelta epicurea e non cinica che sottende la mia versione del sabato del villaggio. Ma il pessimismo solitario e un po? misogino che gli erano propri non li sento miei. Mi piace l?attesa perché prepara all?abbandono total e al piacere realizzato

Mi piacciono le attese.
Le coltivo.
Le programmo.
Le progetto nei minimi particolari.
Scenografica messa in scena di un incontro.
Sarà puro istinto. Poi.
Ma ora.
Ora. Ragiono sulle opzioni.
Controllo le prenotazioni.
Verifico particolari.

E intanto mi proietto in quel domani, che mi pare già qui. E che, per fortuna, non lo è. Ancora. Mi crogiolo nelle attese. Sarà che solleticano il mio lato onanistico. Sarà che sono poetiche le attese. Più degli incontri. Alcune sono vibranti. Altre suadenti. Alcune scivolano sulla pelle con carezza di seta. Altre tormentato le viscere come punte acuminate di coltello. Tutte segnano. L?anima sicuramente. E il corpo. Dopo.

Sono pure le attese.
Persino quelle di una scopata.
Persino quelle di una sessione.
Puoi non definirle le attese.
Sono imprecise.
Sempre un po? sbavate.
Per quanto, tu le possa programmare. Gestire. Incasellare.

Sfuggono. Anarchica variante del fluire continum del tempo nello spazio. Dello spazio nel tempo. Mi piace l?anarchia felice delle attese. E? nella mia natura cercare di domarla. E sorridere del non esserci riuscita. E? bello condividerle ironicamente le attese. Giocare con la voglia che cresce. Il tempo che si dilata. Lo spazio amplificato.

Non che si possa fraintendere.
Il piacere pieno. Rotondo.
Sferico congiungersi di pelli e voglie.
Goduta perfezione senza spigoli.
È senz?altro un?altra cosa.

Ma il piccolo innocente e affascinante esercizio dell?attesa, seduzione di serie b, minuta variazione di provincia del desiderio, si concilia con il mio immaginifico preannunciare atti e parole. Prevedo un copione. Mi diverte pensare le battute. Creare la scenografia. Disporre gli attori. Ma poi spero che il canovaccio venga strappato. Che il protagonista si ribelli. L?imprevisto stravolga l?azione.

Anche oggi attendo.
Domani sarà palco
tra antiche pasticciere liberty
e portici di classica linearità.
Ho voglia di cioccolato fondente e arance candite. Ancora.

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L’ATTESA

4 Settembre 2006 6 commenti


L’attesa
avvolgente bozzolo rassicurante
rincorrersi di pensieri ardenti
lento scorrere di minuti violenti…

E’ un’arte l’attesa. Richiede consapevolezza e conoscenza. Violenta l’attesa. L’anima. Il corpo. Strazia le viscere e colma il cuore di ansia. Preludio di estasi immaginata. Forse.

L’attesa
tichettio di tacchi e schiocco di frusta
sorprendente lampo di dolorosa luce
armonico piegarsi a improvvisi capricci…

Prevede l’attesa. Lancia esche, Elabora piani. Costruisce strategie. Si prepara l’attesa. Vanamente. Nulla torna nei conti. Dopo. Annulla la volontà l’attesa. Essenza istintiva.

L’attesa
lampi di notturno sangue donato
tele perennemente disfatte
polsi ornati di cuoio e metallo…

Tesse trame l’attesa. Novella Penelope in erotica declinazione. Si nutre di previsti ricami di carne e sperma l’attesa. Camaleontico trascolorare nell’alba dell’accadere. Ha un’inizio.

L’attesa
marchio ideale di subitanee appartenenze
dono spontaneo consapevolmente ignorato
legame onirico di forza appassionata…

Sogna l’attesa. Vive di altalenanti intuizioni improvvise. Lampi che squarciano il buio.
Si disseta di lacrime e brividi l’attesa. Sublime barocca variazione armonica dello sperare.

Mi attendi ora…sempre. Qui.
Il tuo tempo mi appartiene.
E’ una dimensione del mio esistere.
Nell’attendermi VIVI!!!!!

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